Progetto

Nei periodici italiani, sempre più diffusi tra la popolazione italiana dopo l'Unità, si cela una parte consistente della letteratura e della cultura italiana contemporanea: le diverse professioni della scrittura (giornalisti, narratori, poeti, politici) si sono sempre più confrontate con edizioni su riviste e giornali di diversa natura e tiratura generando un’osmosi tra edizioni di testi su periodici ed edizioni di libri. Ma solo un'esigua parte di ciò che è stato edito su periodici è infatti oggi reperibile nei libri, o nelle antologie di autori dell'Italia unita; una selezione basata sul prestigio che definisce livelli e generi diversi, comunicanti: testi editati su periodici che periscono con la data, o l'ora, di scadenza. Riesumare queste "prime" edizioni può permettere di conoscere percorsi e nascondigli della letteratura e della lingua italiana post-unitaria.

D'altro canto la mole di periodici che oggi gli istituti di conservazione tutelano obbliga ancora una volta a una scelta, a un progetto esclusivo più che inclusivo: dall'archivio all'antologia per accedere a testi dimenticati. L'Antologia dei Periodici Italiani (API), nata dal progetto Testi e Lingua dei Periodici Italiani, intende perciò editare selezioni di scritti su giornali, pubblicati dall'Unità d'Italia ai nostri giorni e conservati negli archivi italiani, pubblici e privati. Una raccolta con accesso ai testi munita di criteri di edizione e di strumenti di consultazione: gli articoli sono stati marcati con XML così da poter essere interrogabili, proponendo una maniera di immissione di testi in rete attenta all'aspetto editoriale e filologico, più alla qualità che alla quantità degli scritti interrogabili.

La prima scelta dei corpora è rivolta a scritti di natura politica e di informazione a cui si aggiungeranno articoli di autori letterari del Novecento: questo secondo piano di acquisizione diventerà di primaria importanza perché si possa dare più spazio possibile alla scrittura d'autore su periodici, a quello che Montale definiva il suo "secondo mestiere"; importante, tra l'altro, perché punto di contatto per la storia della lingua letteraria e la lingua italiana dell'uso pubblico (categoria che accomuna l'italiano dell'uso scritto e italiano "in pubblico"). Molti materiali di archivio oggi disponibili sul web sono visionabili attraverso immagini che permettono sì l'accessibilità immediata a un testo distante, ma non risolvono l'attendibilità editoriale. Le selezioni che API propone a studiosi, e a curiosi, si fonda su un principio di acquisizione dettato dall’importanza letteraria e linguistica dei testi scelti dai curatori delle diverse sezioni. Una scelta più coerente possibile che renda conto delle sequenze cronologiche e geografiche, ma di certo sempre una scelta antologica.

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I corpora qui proposti, che ci auguriamo aumenteranno col tempo, fondano le edizioni cartacee dei testi trascritti: un'antologia on line che proponga testi editati solo su periodici e da rieditare, una sorta di anteprima, o di bozza digitale di libri che saranno editati nello stesso ambito di ricerca. L'edizione on line permette infatti la continua perfettibilità dello stato di edizione: raggiunta la massima correttezza e il miglior ordine possibile, l'antologia dal web entra nel libro, dal formato elettronico alla stampa.
Tale soluzione è diversa dalle due tendenze dominanti nell'editing on line: troviamo sul web o testi tratti da opere cartacee oppure scritture pensate esclusivamente per il web, facilmente deperibili, difficilmente archiviabili e che non diverranno mai carta stampata. API vuole realizzare un ponte tra testo on line e testo cartaceo, il documento in rete, una volta realizzato il libro, diviene bozza di stampa rimanendo indispensabile, grazie alla marcatura, per gli spogli tematici e linguistici.

Roberto Vetrugno

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