Il Compagno

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Sottotitolo Organo della XVI Brigata Garibaldi Perotti, Distaccamento Giovanni
LuogoLanga, val Belbo
Durata I, n. 1, 1 febbraio 1945
Periodicitàirregolare
Formato35x25cm

Le Langhe non sono immediatamente investite dall'onda partigiana: i "politici" stentano a rilevare l'importanza strategica dell'area, solcata da fitte vie di comunicazione. Solo a partire dalla primavera del 1944, infatti, alle prime formazioni autonome si affiancano gruppi garibaldini, presto organizzati in brigate. La 16a, intitolata al generale Giuseppe Perotti, fucilato a Torino il 5 aprile (accorpata in origine alla II Divisione Garibaldi Piemonte, quindi dall'agosto alla VI Divisione Garibaldi Langhe), conta, fra i distaccamenti, il "Giovanni", che nel febbraio '45, compila un giornale dattiloscritto con disegni realizzati a mano diversi per ogni copia. La rappresentazione della quotidianitÓ partigiana trova espressione in un foglio dai caratteri peculiari: il primo numero, composto giÓ di 12 pagine, riserva infatti uguale spazio alla prosa e alla poesia. Si legge sul frontespizio: "Redattore capo" Jim, "direttore responsabile" Ettore, "disegni di Jim", "Si stampa nelle moderne rotative del dattilografo Cello". Se si eccettua l'articolo di presentazione della Brigata e il necrologio per "Giovanni" della prima uscita, "Il Compagno" rappresenta, per varietÓ di forme e contenuti, la massima espressione della scrittura clandestina non ufficiale, svincolata da dettami di partito, dalle esigenze di propaganda. Lo stesso redattore Jim si cimenta in liriche di accento elegiaco o ironico mentre le numerose firme attestano una compilazione davvero collettiva del giornale. Un'intera pagina Ŕ dedicata alla rubrica "Piccola musa garibaldina", mentre "Cabona" firma "Breve storia poliziesca", singolare resoconto poetico di un fatto di cronaca, un furto di nocciole, condannato da un articolo di Jim nella stessa seconda uscita del 1░ marzo '45. La Resistenza, vissuta e combattuta, viene raccontata dai suoi protagonisti con una leggerezza seria, consapevole dei rischi quotidianamente assunti, capace di fare ironia esorcizzando la tragedia, per sopravvivere alla devastazione che la Langa va subendo ad opera dei rastrellamenti che ancora nella primavera del '45 si abbattono sulle colline.

Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della SocietÓ Contemporanea "Giorgio Agosti", Torino