L'Ambrosiano: antologia 1922-1928. Testi di: Carrà, Damiano, Negri, L'Ambrœus, Linati, Marinetti, Bacchelli

Il 7 dicembre 1922 fu stampato, per iniziativa di Umberto Notari, poi primo direttore del giornale, il primo numero del quotidiano milanese "L'Ambrosiano". Nato come giornale di informazione del pomeriggio e distribuito in tre edizioni, alle ore 18, 21 e 24, spazia nei contenuti dalla cronaca cittadina al commento di fatti politici locali, nazionali ed esteri, con la terza pagina dedicata ad articoli di varia cultura: letteratura, critica d'arte, divulgazione scientifica. Pur nella adesione ufficiale alla linea politica del Fascismo, il giornale ospita sulle proprie colonne i contributi di molti intellettuali, milanesi e non, anche di differente ispirazione politica. Chiude le pubblicazioni nel gennaio del 1944.
Gli articoli qui selezionati e raccolti, relativi agli anni 1922-1928, comprendono gli scritti di alcune importanti firme che hanno collaborato al quotidiano milanese sin dalla sua fondazione. A questa prima selezione seguiranno una seconda parte, per gli anni 1929-1938, ed una terza per gli anni 1939-1944.
Questi i collaboratori della testata: Riccardo Bacchelli, Carlo Carrà, Andrea Damiano, Carlo Linati, Filippo Tommaso Marinetti e Ada Negri.

Riccardo Bacchelli (1891-1085): collaboratore di diverse riviste e quotidiani, inizia a collaborare con "L'Ambrosiano" a partire dal 1925. I suoi scritti, in questa prima fase tre in tutto, compaiono nella terza pagina: di questi solo uno, Notizie sulla fine del mondo (4 marzo 1926), è stato trascritto perché non più ripubblicato altrove. Gli altri due articoli, Giardini e tombe liguri (7 maggio 1925) e Le tradite dal mare (3 giugno 1925), sono stati ripresi nel volume La Ruota del tempo, Bologna, L'Italiano editore, 1928, rispettivamente alle pp. 56-64 e 81-91; poi in Italia per terra e per mare, Milano, Rizzoli, 1952, pp. 12-15 e 16-19 e Mondadori, 1962, pp. 14-17 e 18-22.
Per informazioni sulle edizioni di questi testi, si veda: Bibliografia degli scritti di Riccardo Bacchelli 1909-1970, a cura di Maurizio Vitale, Napoli, Ricciardi, 1971 e Uno scrittore nel tempo. Bibliografia di Riccardo Bacchelli, a cura di Claudia Masotti, Mario Saccenti, Maurizio Vitale, Firenze, Le Lettere, 2001.

Carlo Carrà (1881-1966): pittore e critico d'arte; firmatario del Manifesto fondativo del Futurismo nel 1909 insieme a Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Mario Sironi, Fortunato Depero, Antonello Sant'Elia e Luigi Russolo; dagli anni quaranta docente di pittura presso l'Accademia di Brera; collabora nel corso degli anni con numerose riviste d'arte e giornali quotidiani. Compare fra i redattori principali de "L'Ambrosiano" fin dal primo numero e della testata milanese ricoprirà il ruolo di critico d'arte, il primo articolo è dell'8 dicembre 1922, con contributi che affrontano le varie tematiche artistiche del panorama italiano e milanese. Tale attività è realizzata dall'autore attraverso interventi quotidiani, in terza pagina, spesso in rubriche (Le Arti, Libri d'Arte, Mostre personali, Mostre milanesi, Mostre celebrative, I grandi che tornano, etc.), che nell'arco cronologico in esame costituiscono un numero considerevole di scritti, molti dei quali sono raccolti nei volumi: Carlo Carrà, Tutti gli scritti, a cura di Massimo Carrà, Milano, Feltrinelli, 1978; ed in misura minore ne L'opera completa di Carrà: dal futurismo alla metafisica e al realismo mitico 1910-1930, a cura di Massimo Carrà, Milano, Rizzoli, 1970. Al fine di offrire una esemplificazione, seppur parziale e ancora provvisoria, dei suoi numerosi articoli e di alcuni dei temi legati al mondo dell'arte che in essi sono affrontati, ne vengono qui trascritti 51, nessuno dei quali ha avuto una edizione in volume. Questi riguardano prese di posizione o commenti sulle iniziative artistiche milanesi (Neanche un soldo per il monumento leninista, 11 dicembre 1922; Rivolta generale contro il monumento leninista, 13 dicembre 1922; Si riaccende una disputa antica. L'arte contro il pudore e il pudore contro l'arte, 7 marzo, 1923; Piazza del Duomo. Vicende e discussioni, 26 maggio 1927; Le peripezie del più illustre quadro del mondo, 28 novembre 1924), la situazione generale dell'arte italiana e la questione dell'insegnamento artistico nelle scuole (Problemi d'arte della nuova Italia. L'insegnamento artistico statale, 10 gennaio 1923; La Corporazione delle Arti Plastiche, 13 gennaio 1923; Il Governo e le Scuole d'Arte, 15 marzo 1923; Un messaggio di D'Annunzio, 15 ottobre 1923; Il Novecento alla ribalta, 3 marzo 1926; Gli artisti a Congresso, 22 marzo 1928), l'uscita di pubblicazioni specializzate come libri o riviste d'arte (Un'ottima iniziativa. Il libro artistico per i giovani, 1 gennaio 1923; Baudelaire critico d'arte, 31 maggio 1923; "Segni, colori e luci" di Margherita Sarfatti, 20 agosto 1925; Libri d'arte. La III Biennale romana, 30 giugno 1926; Problemi di critica e d'arte. Il bivio estetico, 16 giugno 1927; Pinacotheca, 31 agosto 1928), interventi particolari sulle tematiche dell'arte italiana (Discussioni, 6 dicembre 1924; in risposta all'articolo di Filippo Tommaso Marinetti, Discussioni, del 4 dicembre 1924); eventi e mostre di carattere nazionale e internazionale (I mutilati alla Permanente. Un dovere che s'impone, 13 dicembre 1922; Un pittore scomparso ma più vivo che mai. Boccioni e la sua opera, 11 marzo 1924; Merello-De Chirico, 11 febbraio 1926; e i numerosi interventi sulla Mostra Biennale d'Arte Decorativa di Monza, organizzata per la prima volta nel 1923, il primo dei quali, L'Esposizione di Monza, è del 30 aprile 1923; sulla Mostra Biennale d'Arte di Venezia, il primo dal titolo La XVI Biennale di Venezia è del 20 maggio 1924; sulla Mostra Biennale d'Arte di Roma, il primo articolo dal titolo La Terza Biennale Romana è del 24 marzo 1925; e sulla Mostra del "Novecento Italiano", avviata nel 1926, con il primo contributo Il "vernissage" della mostra del "Novecento Italiano" del 12 febbraio 1926).

Andrea Damiano (1900-1963): giornalista e scrittore, collaborò con le testate milanesi "Secolo sera", "L'Ambrosiano" e, dal 1939, con il "Corriere della Sera". Dopo la guerra fu vicedirettore de "Il Popolo" e poi dirigente dell'ufficio stampa della Montecatini. Dal 1924, per "L'Ambrosiano" scrive diverse corrispondenze dall'estero di politica e di cultura.
Gli articoli qui trascritti per la prima volta sono ventidue e comprendono tutti i contributi apparsi sulla testata milanese nel periodo in esame. Gli articoli di politica estera, pubblicati in prima pagina, raramente in terza, riguardano spesso l'Inghilterra (Wembley e l'impero, 30 aprile 1924; La disoccupazione in Inghilterra, 14 ottobre 1924; Inghilterra e America, 25 aprile 1928; Quo Vadis, Britannia?, 23 agosto 1928), gli Stati Uniti (L'America e l'Europa, 28 luglio 1926; Le vie del'americanismo, 30 gennaio 1928; La lotta politica agli Stati Uniti, 29 giugno 1928; Il patto di Kellogg, 22 luglio 1928; Il Presidente della prosperità, 2 novembre 1928), la situazione politica europea e internazionale (Imperialismo jugoslavo, 24 novembre 1927; L'illusione del disarmo, 24 febbraio 1928; Pangermanesimo e "Anschluss", 17 marzo 1928; La politica della nuova Turchia, 31 maggio 1928; L'intesa Franco-Inglese e i trattati, 17 luglio 1928; La paura della guerra, 6 settembre 1928; Postille sull'imperialismo, 13 settembre 1928; La realtà dominante, 8 ottobre 1928). In numero minore, sulla terza pagina del giornale, anche gli articoli di cultura o di costume fanno riferimento a paesi stranieri (Una poetessa indiana, 24 marzo 1924; Il libro del giorno. Uno stroncatore tedesco, 28 ottobre 1924; Chiacchiere estive berlinesi. Delle "sfumature" nell'amore, 10 agosto 1927; Cronache londinesi. Dopo il diluvio - Soliloquio del borghese di Londra - Il "dolce Tamigi", 19 gennaio 1928; Cronache londinesi. Variazioni sul caldo - Torna la pioggia - I benefici del sole e le speculazioni sulla canicola, 3 agosto 1928).

Carlo Linati (1878-1949): scrittore, romanziere e saggista, ebbe modo di collaborare con le più note riviste della prima metà del Novecento, con importanti quotidiani italiani, ma anche con giornali locali o fogli più defilati. Inizia a collaborare con "L'Ambrosiano" nel 1923; dal 1924 avrebbe dovuto tenere la rubrica di critica letteraria sulla terza pagina, ma preferì la collaborazione con il "Corriere della Sera". Torna stabilmente a "L'Ambrosiano" solo nel 1931 dove rimarrà per oltre un decennio con contributi che comprendono anche testi narrativi.
Per la ampia bibliografia linatiana si veda il volume Carlo Linati, Il bel Guido e altri ritratti, a cura di Gianfranca Lavezzi e Anna Modena, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1982.
Gli articoli qui pubblicati, che comprendono tutti i contributi apparsi sul quotidiano milanese nel primo periodo selezionato, sono:
Fuochi nella notte (Sensazioni di viaggio), 9 maggio 1923; Parole e colori, 22 e 27 agosto 1923; Marine, 3 ottobre 1923; L'arte di passeggiare per le vie di Milano, 13 dicembre 1923; (La lettera anonima, 7 gennaio 1924 e Incontri e casi di un uomo a zonzo, 6 febbraio 1924.

Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), fondatore del Futurismo, è fra i primi collaboratori de "L'Ambrosiano" (il suo primo contributo per la testata milanese è del 1° Febbraio 1923). Tutti gli articoli affrontano tematiche relative all'arte, alla letteratura e al mondo della cultura italiana ed europea. In questa prima fase i contributi di Marinetti per "L'Ambrosiano" sono undici. Ne vengono qui trascritti dieci. Il primo è il celebre manifesto, esordio di Marinetti sul quotidiano, dal titolo I diritti artistici propugnati dai Futuristi. Un manifesto al governo fascista, datato 1° febbraio 1923. Alcune delle più importanti bibliografie marinettiane informano che la prima pubblicazione del manifesto avvenne sulla rivista "Futurismo" (Anno II, n. 5, Milano, 1° marzo 1923), poi sulle riviste "L'Impero" (Anno I, Roma, 11 marzo 1923) e "Noi" (Anno I, 2ª Serie, n. 1, Roma, Aprile 1923), quindi nel volume Futurismo e Fascismo, a cura di Filippo Tommaso Marinetti, Campitelli, Foligno, 1924, pp. 234-41 (con il titolo I diritti artistici propugnati dai Futuristi italiani. Manifesto al Governo Fascista); ma non viene mai menzionata la pubblicazione sul quotidiano milanese, a queste precedente. Cfr. Archivi del Futurismo, a cura di Maria Drudi Gambillo e Teresa Fiori, Roma, De Luca, 1958; Bibliografia generale delle opere di F. T. Marinetti, a cura di Giovannella Desideri, in Marinetti futurista, Napoli, Guida, 1977; Teoria e invenzione futurista, a cura di Luciano De Maria, Milano, Mondadori, 1990; Filippo Tommaso Marinetti. Bibliografia, a cura di Domenico Cammarota, Milano, Skira, 2002.
Allo stesso modo, per il secondo articolo La Battaglia di Via Mercanti (15 aprile 1919) del 29 ottobre 1923 vengono registrate le edizioni nelle raccolte di saggi Futurismo e Fascismo, cit., pp. 167-71 (con il titolo La Battaglia di Via Mercanti il 15 aprile 1919 prima vittoria del Fascismo) e Marinetti e il Futurismo, Augustea, Roma-Milano, 1929, pp. 95-102 (con il titolo La battaglia del 15 Aprile); ne "L'Impero" (Anno IV, Roma, 16 aprile 1926) e nel "Giornale del Veneto" (Treviso, 15 aprile 1926), ma non quella ne L'Ambrosiano". La nota ai testi in Teoria e invenzione futurista, cit., p. CXLIX, avvisa che i dati riguardanti le edizioni ne "L'Impero" e nel "Giornale del Veneto" sono state rilevate dai "libroni" di Marinetti (cfr. Nota).
Il terzo articolo, Agl'Invertebrati del 12 dicembre 1923, compare in anteprima sulle colonne de "L'Ambrosiano" e successivamente come Prefazione al volume Futurismo e Fascismo, cit., pp. 13-20 (senza titolo); il quarto, I Novemila Mondi di L.R. Cannonieri del 25 febbraio 1924, viene inserito come Prefazione nel volume 9000 Mondi di Leon Roberto Cannonieri, Milano, Edizioni Futuriste di "Poesia", 1924 (nell'edizione in volume non viene indicato il mese di pubblicazione; cfr. Nota).
Il quinto scritto Il Re disse: che ha Marinetti?, del 12 giugno 1924, compare per la prima volta ne "L'Ambrosiano" e successivamente sul primo numero della rivista futurista "Originalità" (Anno I, Reggio Calabria, 10 agosto 1924). Mentre l'articolo Tattilismo, datato 8 novembre 1924, ricalca in diversi punti il manifesto Tattilismo. Manifesto futurista, Milano, Taveggia, 11 gennaio 1921. Questo contributo, insieme al successivo Alla scoperta di nuovi sensi II., del 10 novembre 1924, inedito fino alla pubblicazione ne "L'Ambrosiano", è stato poi ripubblicato in due puntate col titolo Alla scoperta dei nuovi sensi sulla rivista "L'Impero" (Anno III, Roma, 17-18 maggio e 30-31 giugno 1925). Anche in questo caso la nota ai testi in Teoria e invenzione futurista, cit. p. CXXXII, avvisa che i dati riguardanti la pubblicazione ne "L'Impero" sono stati rilevati dai "libroni" di Marinetti (cfr. Nota).
Gli ultimi tre articoli: Tornare all'antico è disfattismo, del 19 maggio 1923; Non vogliamo essere rappresentati a Parigi da un vecchio, del 2 ottobre 1923, nel quale compaiono come cofirmatari anche Fortunato Depero ed Enrico Prampolini; Discussioni, del 12 giugno 1924, non risultano censiti dalle bibliografie.
Un unico contributo, Verso un teatro antipsicologico del 19 novembre 1924, coerentemente ai criteri della selezione, non è stato qui trascritto poiché già apparso sulla rivista d'arte "Noi" (Anno I, 2ª Serie, Roma, Marzo 1924).

Ada Negri (1870-1945): poetessa e scrittrice, inizia la propria collaborazione con "L'Ambrosiano" nel 1923. I suoi scritti per il quotidiano milanese comprendono diversi testi narrativi, molti dei quali hanno poi avuto una successiva edizione in volume nelle raccolte di prose licenziate dall'autrice, e compaiono in genere sulla prima o sulla terza pagina. Vengono qui trascritti tutti i contributi pubblicati nel periodo 1922-1928, 13 in tutto, molti dei quali rappresentano una prima elaborazione dei testi poi confluiti, profondamente rielaborati e con diverse varianti, nelle edizioni successive. Il primo, Alla Grotta Azzurra con Carlo Delcroix, del 1 maggio 1923, compare l'anno seguente sulla rivista italo-americana "Columbus" (Anno X, n. 3, Agosto 1924; in calce reca l'indicazione "Dal Bollettino dei Mutilati e Invalidi di Guerra"); è stato successivamente inserito dall'autrice, con diverse varianti, nella raccolta di prose Le strade, Milano, Mondadori, 1926, pp. 19-26 (sempre per l'editore Mondadori, anche nelle edizioni del 1928, 1934 e 1940); ed è confluito infine nel volume Prose di Ada Negri, a cura di Bianca Scafi e Egidio Bianchetti, Milano, Mondadori, 1954, pp. 432-6. Nelle medesime raccolte d'autore, con diverse varianti rispetto al testo pubblicato su "L'Ambrosiano", compaiono anche La scala bianca, del 6 giugno 1923 (pp. 11-18]; e nel volume Prose, cit, pp. 429-32); La madre, del 19 giugno 1923 (pp. 27-33; ma non in Prose, cit.); Il giardiniere delle rose, del 27 giugno 1923 (pp. 34-44; e in Prose, cit., pp. 436-41); La tessitrice di Capri, del 14 luglio 1923 (con il titolo La tessitrice, pp. 68-82; e in Prose, cit., pp. 452-56); Ottava dei morti, dell'8 novembre 1923 (con il titolo I fiori dei morti, pp. 104-7; e in Prose, cit., pp. 468-69); La Principessa invisibile, del 4 dicembre 1923 (rielaborato in modo consistente, pp. 108-12; e in Prose, cit., pp. 469-71). Lo scritto dal titolo L'inutile bellezza, del 15 dicembre 1923, è inserito con poche varianti nelle varie edizioni della raccolta Le strade (pp. 83-95; e in Prose, cit., pp. 458-64), ma compare nella medesima stesura de "L'Ambrosiano" nei due volumi: Jacques d'Adelsward Fersen, Oppio: poesie scelte, a cura di Mariano Baino, Milano, Carola, 1990, pp. 87-105; e AA.VV., A la Jeunesse d'amour: Villa Lysis a Capri, 1905-2005, Capri, La Conchiglia, 2005, pp. 135-39. Alcuni estratti sono riportati anche sulla rivista "L'Isola. Periodico di Capri e Anacapri, delle isole e delle costiere" (Anno VII, n. 50, Aprile 2010) nell'articolo di Carlo Missaglia, La straordinaria Villa Lysis raccontata da Ada Negri; e viene citato, con alcune frasi, nel volume di Franco Esposito, I misteri di Villa Lysis. Testamento e morte di Jacques Fersen, Capri, La Conchiglia, 1996, p. 60. Invece gli scritti Un sindaco straordinario. Edwin Cerio, uomo di Capri, del 19 maggio 1923; Una visita di Eleonora Duse, del 28 settembre 1923; Solitudine, del 29 novembre 1923; Italiani ad ogni costo, del 5 marzo 1924; La schiava Simpatia, del 2 aprile 1924, non hanno avuto una edizione in volume successiva.

Nota al testo

Notizie relative ai "libroni" di Marinetti si trovano in Teoria e invenzione futurista, cit., p. CXVIII: "La cortesia della signora Benedetta Marinetti ci ha consentito a suo tempo di consultare i "libroni" di Marinetti; sorta di enormi libri mastri in cui il poeta, dalla fondazione del futurismo, incollò i ritagli di giornale riguardanti se stesso, il movimento, gli avvenimenti politici più importanti, oltre ad articoli, illustrazioni di giornale, fotografie e materiale vario, attinenti ai suoi interessi profondi. Non sempre però le date poste in testa ad ogni ritaglio da Marinetti stesso, o la registrazione dell'Eco della Stampa, sono esatte: una catalogazione del materiale dei "libroni" con rettifica delle date sbagliate costituirebbe un'importante acquisizione nello studio del futurismo".

Questi primi testi raccolti sono stati selezionati in base a due parametri generali: si tratta di articoli apparsi su "l'Ambrosiano" e non più riediti; ai quali si aggiungono altri scritti che hanno avuto la loro prima edizione sulla testata milanese e solo successivamente ripresi su altre riviste o raccolti in volume. Nei casi di coincidenza dell'anno di pubblicazione, sul quotidiano e in volume, e in mancanza di ulteriori riferimenti cronologici, i testi sono stati trascritti. Le parti di testo, poche parole o parti di parole, illeggibili a causa del deterioramento del giornale sono segnalate con tre puntini di sospensione compresi fra parentesi quadre […].

Gli articoli sono stati trascritti dal microfilm 1001-1042 (Biblioteca "Francesco Petrarca", Università di Pavia) del periodico originale conservato presso la Biblioteca Comunale Sormani di Milano (collocazione: PER. M ATLA PER. 2).

Nella trascrizione sono stati ammodernati alcuni segni diacritici come gli accenti (es. perchè > perché, se > sé, etc.) e corretti i pochi accidenti di stampa (es. Berliner Tangleblatt > Berliner Tageblatt).

[La presenta introduzione è provvisoria]