Alfonso Gatto, Viaggio per l'Italia all'insegna de "l'Unità"

Gli articoli qui raccolti furono scritti da Alfonso Gatto per "l'Unità" nella rubrica Viaggio per l'Italia all'insegna de "l'Unità", reportage per tappe apparso dal 9 agosto al 22 settembre del 1949 e promosso dall'associazione Amici de "l'Unità", nata nel 1948 per diffondere l'organo di stampa del Partito Comunista. Rappresenta un nucleo di testi distinguibili dalla ricca collaborazione di Alfonso Gatto al giornale iniziata, subito dopo la Liberazione, con articoli che spaziavano dalla cronaca alla riflessione politica e sociologica. Già nel 1947 e nel 1948 Gatto era stato inviato da "l'Unità" al Giro d'Italia, di cui fornì mirabili resoconti, affiancando l'entusiasmo dello sportivo ai ritratti umani e ai paesaggi di un'Italia che nella competizione ciclistica riconosceva la forza di una rinascita collettiva (ora raccolti in Luigi Giordano, Sognando di volare. Alfonso Gatto al giro e al tour, Salerno, Il Catalogo, 1983). Ispirati dalle cronache delle gare su due ruote, i testi si presentano già dal titolo come un viaggio per l'Italia del nord, un percorso attraverso paesi e province per diffondere l'informazione e la propaganda del "Partito" nei luoghi dove era più difficile farle arrivare. Gli itinerari riguardano tre regioni: Veneto, Lombardia, Emilia Romagna. Le tappe si distribuiscono per un mese e mezzo, dal 12 agosto, giorno di partenza da Mestre, al 21 settembre. Al Veneto sono dedicati il maggior numero di reportage, 13 in tutto, perlopiù da piccoli centri. Il giro per la Lombardia si risolve in poco più di una settimana (testo n. 13, del 28 agosto 1949, scritto da Milano, al 6 settembre 1949, da Erba, n. 19). In dodici giorni la carovana attraversa anche l'Emilia e la Romagna, da Carpi (n. 20 del 10 settembre 1949), fino a Scandiano (n. 28 del 22 settembre 1949).

È un incontro con i paesi e con il popolo, contadini, operai, militanti. Gatto mescola aneddoti divertenti e surreali con la denuncia delle condizioni di vita delle popolazioni, stremate dalla guerra e costrette a dure condizioni di lavoro. Emerge a ogni paragrafo la partecipazione politica, ribadita per uno spirito di solidarietà, una continua interazione con gli uomini impegnati nella diffusione entusiasta delle istanze comuniste. La passione per i paesi, per il "paesaggio umano", del poeta si salda in questi testi con le ragioni ideologiche che Gatto aveva già accolto dagli anni della guerra. All'incontro, appassionato più che ideologico, con la classe operaia e contadina, si aggiunge l'incontro con un altro poeta di cui Gatto conosceva la raccolta poetica dedicata al suo paese, Casarsa: Pier Paolo Pasolini (vd. testo n. 5). Il giovane poeta accoglie nella sua Cesarz il poeta famoso in mezzo al popolo.

Gli altri personaggi che Gatto incontra e racconta sono nomi di uomini comuni, famosi tra i compaesani per il loro impegno politico: il giovane militante che legge il suo discorso, il compagno cantoniere (testo n. 17), una Rita strillona (n. 11), i vecchi comunisti ultrasettantenni, il pittore di sogni (n. 18), i responsabili delle Sezioni e delle Case del Popolo.

Compagni di viaggio di Gatto furono l'autista Fortini e l'operatore Gigi Regi. A loro si aggiunge l'angelo Gavroche, un dipinto donato alla carovana da Graziana Pentich, pittrice compagna di Gatto dal 1946 al 1969. Il poeta fa del surreale personaggio un protagonista di mirabolanti imprese che promuove il "Giro" e il Partito in ogni modo, porta in volo un bambino, prende in giro le forze dell'ordine ostili ai comizi, fa doni dal cielo, si lancia in incursioni nelle parrocchie impegnate e contrastare il successo della carovana. Il mezzo di trasporto è l' omnibus, fornito di tutto il necessario: numeri de "l'Unità" e di altri giornali comunisti; film e documentari, altoparlanti grazie ai quali Gatto tiene i suoi comizi. Dopo il discorso del poeta si fa festa e i paesani donano ai viaggiatori prodotti locali di ogni tipo. Bersagli frequenti di Gatto sono parroci e vescovi che controllano il territorio e i costumi morali della popolazioni (vd. in particolare i testi nn. 9, 12, 15, 26). A ciò si aggiunge il disappunto, ad ogni tappa, per la presenza, sempre numericamente inferiore rispetto ai comunisti, dei vari patriottardi (testo n. 4), anticomunisti, democristiani e fascisti (n. 16), saragattiani (n. 26), fino all'onorevole Giulio Andreotti (n. 3), "impegnato" a pochi chilometri di distanza dalla carovana, al Festival del Cinema di Venezia. Si avverte in ciò quella conflittualità ideologica scaturita dalle elezioni del 1948 che il poeta Gatto elabora a suo modo, con una brillante vena umoristica e ironica, una lotta intrapresa con la forza della fantasia e dello sberleffo bonario; con una prosa che si mostra esempio tra i più felici degli scritti giornalistici del poeta viaggiatore di Salerno.

Nota al testo

Gli articoli sono stati trascritti dalle copie dell'edizione milanese de "l'Unità" conservate nel Fondo Gatto del Centro Manoscritti di autori moderni e contemporanei dell'Università di Pavia.

Si omette il titolo della rubrica Viaggio per l'Italia all'insegna de "l'Unità" che riccore per quasi tutti gli articoli. Sono stati ammodernati solamente i segni diacritici (perchè > perché, se > sé etc.) e corretti i pochi accidenti di stampa (risponleva > rispondeva, saduti > seduti, stroia > storia, scederanno > scenderanno etc.).