La stampa clandestina in Lombardia durante la Resistenza

La sezione del progetto intitolata "La stampa clandestina in Lombardia" prende in esame il complesso panorama della pubblicistica clandestina stampata in Lombardia (e aree limitrofe, come ad esempio l'Appennino piacentino o le zone di confine tra le colline dell'Oltrepò pavese e le provincie di Alessandria e Genova) durante il biennio della Resistenza. All'indomani del 25 luglio 1943 e fino a tutta l'estate del 1945 (questi i limiti cronologici dell'indagine, che travalicano quindi la data-simbolo della Liberazione, il 25 aprile), il variegato movimento di liberazione antifascista affianca alla lotta armata un'intensa attività di propaganda e informazione, che si traduce nella stampa di numerosi giornali, periodici e fogli diffusi clandestinamente; testate dalla tiratura e periodicità irregolari (talora si hanno semplici numeri unici), e spesso prive di precisi riferimenti editoriali, la cui realizzazione si deve per lo più alle varie brigate partigiane e ai partiti che si andavano ricostituendo e riorganizzando (la Democrazia Cristiana, il Partito d'Azione, il Partito Comunista, eccetera). Volantini, fogli dattiloscritti, ciclostilati, testi a stampa che per quasi due anni furono pubblicati e circolarono più o meno fortunosamente tra la pianura e le valli alpine, tra Milano (da dove ovviamente proveniva il maggio numero di fogli) e le colline oltrepadane.

La raccolta proposta qui, sintetica di necessità ma sufficientemente esaustiva in relazione alle differenti tipologie di periodici in questione, comprende una selezione degli articoli (da uno a cinque o sei per testata) ritenuti di maggior interesse e si può idealmente dividere in due grandi gruppi.

Il primo accoglie tutta la documentazione a stampa prodotta durante la Resistenza da gruppi partigiani e di liberazione. Sono gli irregolari fogli partigiani prodotti dalle singole brigate e divisioni di combattenti antifascisti, nati con un duplice intento: la volontà di informare combattenti e popolazione civile del conflitto in corso, dell'andamento della guerra e dei successi dei partigiani; e la necessità, avvertita dagli stessi partigiani, di raccontare e raccontarsi le proprie esperienze, commemorare i caduti o anche scambiarsi informazioni cifrate per concordare spostamenti o azioni. Questo tipo di stampa mostra i due volti della scrittura clandestina: quello della propaganda, dell'articolo d'orientamento, del bollettino militare, e quello che intende rappresentare la quotidianità della vita partigiana (vedi la sezione "Poesie clandestine della Resistenza"). Questi periodici (che sovente hanno lo stesso nome e cambiano con una certa frequenza denominazione) sono espressione quindi anche dei diversi orientamenti politici dei vari gruppi in armi, come "Il Garibaldino" (della divisione "Garibaldi" dell'Oltrepò pavese), "Il Grido del Popolo" (legato a Giustizia e Libertà) o il "Ribelle" (apartitico e di stampo cattolico, fondato da Teresio Olivelli), comprendendo anche fogli femminili di sinistra come "Noi Donne" (organo dei Gruppi di Difesa della Donna e per l'Assistenza ai combattenti della Libertà).

Il secondo gruppo comprende invece giornali di partito e periodici direttamente afferenti ai partiti e ai sindacati - organi d'informazione a livello nazionale ma per lo più in edizioni locali -, e rivolti talora a specifiche categorie (ferrovieri, agricoltori, insegnanti, studenti, ecc), come ad es. "l'Unità" (nell'edizione milanese), "L'Eco del Proletariato. Settimanale del Partito Comunista Italiano per la Lomellina", "Gioventù d'Azione" (vicino ai gruppi giovanili del Partito d'Azione), "Democrazia" (espressione della Democrazia Cristiana, cui collabora anche De Gasperi), "Il Caffè" (legato al Partito Liberale), "Il Ferroviere", ecc. Questo tipo di stampa, prodotta principalmente in pianura, per lo più nelle città capoluogo di provincia (in particolare a Milano), offre articoli di cronaca sulla guerra civile, sulle operazioni belliche a livello mondiale, sulle mobilitazioni e gli scioperi degli operai, ecc., accanto a pezzi di carattere più schiettamente propagandistico e teorico-dottrinario, con analisi politico-economiche e veri e proprio manifesti ideologici dei singoli partiti e movimenti. Analogamente ai fogli partigiani, questi periodici 'politici' presentano uscite irregolari e articoli quasi sempre anonimi.

Data la natura fortemente composita della stampa clandestina lombarda nel periodo della Resistenza, i testi sono stati disposti in ordine alfabetico per testata.

Gli articoli sono stati trascritti dai fogli e periodici originali o su riproduzioni conservati presso l'Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione nella Provincia di Pavia.

Nota al testo

La trascrizione dei testi è stata condotta in base a criteri conservativi. Precedono la presentazione del testo le informazioni ad esso relative: estremi cronologici e fonte; segue il testo corredato di titolo ed eventuali sommario e catenaccio; la firma, nel caso compaia (ma quasi sempre si tratta di pseudonimi). Sono stati corretti a testo (e segnalati in nota) soltanto patenti errori di stampa, mentre si sono sempre rispettati gli usi grafici e linguistici precipui di ogni singolo articolo.